EV Show

co2.jpgNell’ambito di: ELECTRIC VEHICLE SHOW la prima edizione di un evento nazionale, collettivoe partecipato, a carattere espressamente ludico-divulgativo, dedicato alla mobilità  sostenibile, in programma a Imola (BO) dal 21 Ottobre al 24 Ottobre 2017 all’interno dell’ Autodromo Internazionale ” Enzo e Dino Ferrari ”.

 

Domenica 22 Ottobre – ore 10-13 Seminario:

FEDERGEV Italia e FEDERGEV Emilia-Romagna organizzano un convegno su i Mutamenti climatici, tutela ambientale e mobilità  sostenibile”, diminuire le emissioni di CO2 e difendere ed incrementare le aree forestali l’impegno delle GEV e dell’Associazione Foreste per Sempre, in Italia e nel mondo… 

Partecipano:
Paolo Vincenzo Filetto – Associazione Foreste per Sempre
Luca Lombroso (comunicazione) – Meteorologo
Ana Marina Hidalgo Madrigal– Associaz. Di Amicizia Italia-CostaRica
Valerio Minarelli– Presidente FEDERGEV


Centra mappa
Traffico
In bicicletta
Trasporti

24 – 25 Set : PULIAMO il MONDO

Puliamo il Mondo 2016 ai laghi di Suviana e Brasimone 25 settembre 2016:
sono stato incaricato dell’organizzazione di quanto in oggetto: so che le GEV hanno fattivamente collaborato negli anni passati e il buon esito della manifestazione non può fare a meno del Vostro apporto; la data fissata è quella del 25 settembre (domenica) con il ritrovo presso l’abituale punto di incontro al lago di Suviana.

Guardiaparco Ispettore Mauro ROSSO
cell.3289382093 tel. 0534/46712 fax. 0534/46504

SEDE LEGALE:
Piazza XX Settembre, 1
40043 – Marzabotto (BO)

PRESIDENZA – SEDE AMMINISTRATIVA:
Via Abbazia, 28
loc. Monteveglio
40053 – Valsamoggia (BO)
TEL.: 051.6701044051.6254811
E-MAIL: protocollo@enteparchi.bo.it

17 Settembre GEV al Festival della Terra

Le GEV saranno presenti con i programmi di ADUCAZIONE AMBIENTALE al FESTIVAL della TERRA organizzato da Lega Ambiente

Il Festival della Terra vuole celebrare la ricchezza della terra nella sua accezione più vera, proponendosi come appuntamento nazionale di confronto e discussione sulle buone pratiche e sugli strumenti normativi e urbanistici più idonei a tutelarne il valore, per promuovere una nuova agricoltura di qualità. Il 16 e 17 settembre, presso il Parco della Resistenza ed il Circolo Arci San Lazzaro

Dovremo convivere con gli eventi estremi

Dal sito ARPA ER

Onde di calore, siccità, flash-floods: una realtà con cui dobbiamo imparare a convivere. L’articolo in Ecoscienza 3/2015.

(17/09/15)

Come cambierà la frequenza dei tipici eventi estremi in Emilia-Romagna? Onde di calore, siccità, flash-floods e dissesto idrogeologico: una realtà con cui dobbiamo imparare a convivere. Sono questi i segnali che emergono dall’analisi dei dati e delle informazioni meteo-climatici nella nostra regione. L’articolo pubblicato in Ecoscienza 3/2015, numero monografico sul dissesto idrogeologico.

 

19 gennaio 2014: alluvione in provincia di Modena. Cede l’argine destro del Secchia e si allagano i centri abitati di Bastiglia e Bomporto e vaste aree di campagna.

6 marzo 2014. Un’eccezionale coltre di neve provoca cedimenti strutturali in tetti di capannoni e di abitazioni in varie località dell’arco alpino. I danni sono stati attribuiti anche alle temperature miti, che hanno reso la neve particolarmente densa e pesante. Nell’area pedemontana padana l’inverno è passato senza che il termometro sia mai andato al di sotto degli 0°C.

21-22 luglio 2014: la provincia di Lucca è colpita da un violento temporale con massime intensità di precipitazione di 150 mm in 4 ore e più di 130 mm in 2 ore a Gombitelli. Tempi di ritorno stimati intorno a 200 anni.

2-3 agosto 2014: un improvviso temporale locale si abbatte su una fiera di campagna nel Trevigiano in Veneto, provocando 4 morti.

15 agosto 2014: fiocchi di neve osservati sull’arco alpino a partire dai 2000 m di quota, mentre le spiagge deserte vengono colpite da pioggia e trombe d’aria. Le temperature medie estive tornano ai valori medi osservati nel trentennio 1961-1990.

9-10 ottobre 2014: alluvione in Liguria. A Genova le massime intensità sono di 29.4 mm in 10 minuti, 141.2 mm in un’ora, 396.6 mm in 24 ore. La conseguente esondazione ha riversato in alcuni quartieri della città 2-3 metri di acqua e detriti provocando danni ad edifici, negozi e abitazioni e invadendo i sottopassi (un morto).

13 ottobre 2014: piena del torrente Parma a causa di un intenso temporale con massime intensità di evento dell’ordine di 302.4 mm in 24 ore.

Novembre 2014: in pianura Padana per alcuni giorni scompare il ciclo diurno nelle temperature e le minime giornaliere superano i valori normali delle massime.

5-6 febbraio 2015: un’intensa perturbazione fa cadere una pesante coltre di neve in Emilia, provocando estesi black-out elettrici in vari comuni. Nello stesso tempo, forti venti di bora, mare molto agitato con altezze dell’onda sottocosta superiori a 4 metri, in combinazione con un livello del mare maggiore di 1 metro, producono una rovinosa mareggiata lungo tutta la costa Romagnola.
(ndr: 14 settembre 2015: esondazione del Trebbia e del Nure nel piacentino a causa delle intense precipitazioni, più di 300 mm in poche ore)

Non è un resoconto dal futuro, ma una manciata fra i principali eventi meteorologici che hanno investito il centro-nord Italia nel corso dell’ultimo anno, rendendolo sicuramente eccezionale dal punto di vista meteo-climatico.
La figura 1 mostra la mappa del numero di giorni in cui la precipitazione giornaliera ha superato i 50 mm nel corso del 2014. Alcuni di questi eventi hanno messo in ginocchio le strutture regionali di allerta di protezione civile, altri ancora sono stati, tristemente, ben previsti. Certo, sappiamo bene che ognuno di questi eventi non fa cambiamento climatico, e che non è possibile onestamente attribuire in modo chiaro e scientifico ciascuno di essi alla presenza di trend, ma la loro aumentata frequenza nel tempo indica inequivocabilmente la presenza di un cambiamento climatico. L’analisi della serie di anomalie di temperatura media annuale sull’Emilia-Romagna presentata in figura 2 parla chiaro: il 2014 è stato tra gli anni più caldi degli ultimi 54 anni e dagli anni 1990 si osserva una serie ininterrotta di anni tutti caratterizzati da nette anomalie positive. Considerando le caratteristiche statistiche dei dati, è possibile affermare che l’aumento dell’anomalia termica negli ultimi decenni è inequivocabile.

In futuro le estati molto calde, come nel 2003 e nel 2012, potrebbero non essere eventi isolati

Se il 2014 è stato mediamente un anno caldo, ricordiamo per tutti che non ci ha riservato un’estate calda. Una bizzarria questa, un’anomalia un po’ inaspettata, vista la velocità con cui erano cresciute le temperature nello scorso decennio, quasi una manna per chi soffre terribilmente il caldo e l’afa estivi! Del resto, dai nostri studi, in cui i modelli climatici globali sono opportunamente regionalizzati sulla scala locale con tecniche statistiche, emerge che in condizioni di scenario climatico ottenute aumentando progressivamente la concentrazione dei gas serra, le temperature estive potrebbero aumentare in media, in concomitanza con un aumento della variabilità interannuale. Il segnale di aumento potrà essere di circa 1.5-2°C nel futuro vicino (entro 2050), ma potrà essere più intenso, circa 4.5-5°C, verso fine secolo.

La figura 3 mostra un esempio di proiezione climatica nella temperatura massima estiva per la città di Bologna, dove si nota uno spostamento della funzione di distribuzione verso i valori più caldi, su varie finestre temporali. Quindi possiamo aspettarci che, nella nostra regione, estati come quelle del 2003 o del 2012, che ora sono considerati eventi estremi – cioè si collocano nella estrema destra della distribuzione delle temperature estive – non rimarranno in futuro eventi isolati, ma al contrario potranno risultare sempre più ricorrenti.

E nelle altre stagioni? Dobbiamo aspettarci che la successione di mesi dalle caratteristiche autunnali che si è susseguita nel corso dello scorso anno si ripeta a giro breve? Non si esclude sicuramente una crescita delle precipitazioni autunnali, ma i modelli sembrano indicare un’alta probabilità che si verifichi anche un loro calo nella stagione estiva. La sicura crescita delle temperature medie annuali potrà di volta in volta manifestarsi in modo diverso, ma sul lungo periodo ci aspettiamo sicuramente un calo nella frequenza di giorni con gelo in pianura e un aumento della frequenza delle ondate di calore.

Inoltre, sappiamo che la presenza di condizioni siccitose può amplificare l’intensità delle anomalie termiche (alterando il bilancio energetico superficiale), come è stato nel 2012 e nel 2003, portando a picchi di grande intensità. Del resto, è stato suggerito che l’aumento della temperatura media globale potrebbe avere come conseguenza anche l’intensificazione del ciclo dell’acqua, l’aumento della concentrazione del vapore acqueo nei bassi strati e l’intensificazione dell’instabilità verticale delle masse d’aria e l’estremizzazione del clima. L’esperienza degli ultimi anni sembra proprio confermarlo, con il rincorrersi di eventi con tempo di ritorno stimato dell’ordine di centinaia di anni in base ai dati storici pregressi.

Nel lungo periodo è probabile l’alternarsi di periodi siccitosi a periodi di abbondanza d’acqua

Infine il nostro clima non varia solo di anno in anno e nel lunghissimo periodo, ma anche di decennio in decennio, seguendo gli andamenti di elementi climatici caratterizzati da lunghi tempi di reazione. Questo giustifica l’alternarsi di periodi tendenzialmente siccitosi a periodi di abbondanza di risorse idriche. Le attuali condizioni di dissesto idrogeologico su gran parte dell’Appennino, sono sicuramente legate da un lato alla nota vulnerabilità del nostro territorio, ma dall’altro anche all’intensità e alla persistenza delle anomalie climatiche. La deriva delle condizioni del territorio, in seguito all’intensificazione dei tipici eventi meteorologici estremi che caratterizzano da sempre il nostro clima, va contrastata con adeguati strumenti di pianificazione territoriale e di adattamento alle mutevoli condizioni climatiche.

Valentina Pavan, Rodica Tomozeiu, Gabriele Ant

Legge di riordino

In Emilia-Romagna cambia l’assetto delle Istituzioni sul territorio. E’ questo l’obiettivo della legge di riordino approvata ieri in Regione dall’Assemblea legislativa. Si tratta della “legge Delrio” che l’Emilia-Romagna ha deciso di applicare sul riordino delle Province, preparando il terreno per la sperimentazione delle Aree vaste entro fine anno. Introdotto con la Legge 7 aprile 2014 n. 56, “Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni”, le aree vaste operano come enti amministrativi nei rapporti con enti locali, città metropolitane e regioni.

Con questa legge viene creata l’Agenzia regionale per il lavoro e affidate maggiori funzioni all’Arpa e all’Agenzia regionale di Protezione civile. La Città metropolitana di Bologna viene riconosciuta come hub a livello regionale.

COSA PREVEDE. Il personale della Città metropolitana e delle Province. Entro la fine del 2015, anticipando i tempi previsti dalla circolare Madia (1/2015), la Regione si impegna a garantire una collocazione certa al personale interessato (circa la metà delle 3966 persone attualmente impiegate nelle amministrazioni provinciali). Quasi 2000 dipendenti resteranno alle Province per svolgere le funzioni fondamentali indicate dalla legge 56/2014 (cosiddetta “legge Delrio“), come ad esempio la pianificazione dei servizi di trasporto di ambito provinciale e gli interventi per l’edilizia scolastica.

Il testo normativo attua la legge Delrio

0..0(56/2014) e prefigura anche un nuovo modello di governo territoriale che pone le basi per la realizzazione di Aree vaste interprovinciali fondate sull’aggregazione funzionale tra Province.

I  territori provinciali potranno fare sistema per sviluppare al meglio nuove strategie territoriali e gestire i servizi in modo unitario (ad esempio in materia di turismo, trasporti o protezione civile), in linea con le esigenze di cittadini e imprese.

In questo quadro, emerge il ruolo strategico affidato alla Città metropolitana di Bologna, sia in riferimento all’area bolognese, sia sull’intero territorio (hub regionale). Valorizzate anche le Unioni di Comuni, come perno dell’organizzazione dei servizi di prossimità al cittadino. Forte spinta anche alle fusioni di Comuni, che ne ridurrà ulteriormente il numero. Ambiente, sicurezza del territorio e lavoro: la riorganizzazione delle funzioni attraverso le Agenzie.

La legge individua nuovi e più appropriati modelli organizzativi (Agenzie) per le funzioni in materia di ambiente, energia, sicurezza territoriale e protezione civile, puntando su unificazione, razionalizzazione e semplificazione delle competenze di ciascun livello di governo.

In particolare, opera un rinnovamento nell’organizzazione di Arpa (Agenzia regionale per la prevenzione e l’ambiente) che diventerà le nuova “Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l’energia” e unifica in capo all’Agenzia regionale di protezione civile anche le funzioni di sicurezza territoriale. Per assicurare un importante presidio sulle politiche formative e di sostegno al lavoro, la legge, infine, istituisce l’Agenzia regionale per il lavoro.

Link alla legge 56/2014

Link al progetto di legge Regionale (Oggetto n. 751 – Presentato in data: 10/06/2015) – Riforma del sistema di governo regionale e locale e disposizioni su Città metropolitana di Bologna, Province, Comuni e loro Unioni

Scarica allegati

Bologna – Limitazione consumo acqua potabile per usi extra domestici – estate 2015

Ai fini di regolamentare il consumo dell’acqua potabile per uso extra-domestico, con ordinanza p.g. n° 225410/2015, il Comune ha individuato alcune norme di comportamento che i cittadini sono tenuti a rispettare:

  • per il periodo dal 20 luglio 2015 al 30 Settembre 2015, durante la fascia oraria compresa fra le ore 08,00 e le ore 21,00, è vietato il prelievo dalla rete idrica di acqua potabile per uso extra-domestico ed in particolare per l’innaffiamento di orti, giardini e lavaggio automezzi; qualora l’innaffiamento avvenga con impianti automatici, essi dovranno essere utilizzati in modo da evitare inutili sprechi d’acqua;
  • i prelievi di acqua dalla rete idrica sono consentiti esclusivamente per normali usi domestici, zootecnici e industriali e comunque per tutte quelle attività regolarmente autorizzate per le quali necessiti l’uso dell’acqua potabile;
  • per le aree ortive concesse dal Comune, il divieto di prelievo dalla rete idrica è invece disposto nella fascia oraria dalle ore 10,00 alle ore 18,00;
  • il riempimento delle piscine, sia pubbliche che private, nonché il rinnovo anche parziale dell’acqua, è consentito esclusivamente previo accordo con il gestore della rete di acquedotto.

ESCLUSIONI

Sono esclusi dalla presente Ordinanza i servizi pubblici di igiene urbana nonché gli innaffiamenti dei campi da tennis in terra battuta e campi sportivi in terra battuta e in manto erboso e l’irrigazione del verde di pertinenza ospedaliera facente capo a strutture pubbliche.

MODALITA’ OPERATIVA

  • RIFERIMENTI NORMATIVI – ordinanza P.G. n° 225410/2015, in relazione all’art. 7 bis D. L.vo 267/2000 (da €25,00 a €500,00);
  • DESCRIZIONE VIOLAZIONE – descrivere il comportamento con il quale si è violata l’Ordinanza;
  • PAGAMENTO IN MISURA RIDOTTA – €50,00;
  • UFFICIO COMPETENTE ALLA RISCOSSIONE – Comune;
  • AUTORITA’ COMPETENTE A RICEVERE IL RAPPORTO – Sindaco.