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  acqua

INIZIATIVE:

PATTO PER IL FIUME
In allegato il volantino per l'iniziativa prevista martedì 3 aprile alle ore 21 presso l'Ecomuso dell'Acqua (Via Zaccarelli, 16 a Padulle di Sala Bolognese) relativamente ad una azione per la riqualificazione dei nostri corsi d'acqua. In considerazione dell'importanza del tema trattato e della possibilità di contribuire alla redazione di un Patto per il Fiume, si invita caldamente ad essere presenti e a partecipare con contributi e proposte.
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GEV-ARPA Il nostro impegno nel monitoraggio della qualità dell'acqua... (attendi qualche min..) di Paola Bertoni

Piano di Tutela delle Acque della Regione Emilia-Romagna le Province avviano così le Conferenze di Pianificazione, che costituiscono un importante momento di riflessione e discussione comune sui temi ed i contenuti del Documento Preliminare.

Settore ACQUE PROVINCIA di Bologna - Disciplina degli scarichi, piani di tutela nella Provincia di Bologna. Progetto Life-ambiente ACQUALABEL ........

2005 "GRUPPO H2O" ARPA: continua il monitoraggio fiumi, per informazioni contattare Bertoni Paola info: Paola Bertoni 3481407728
  • Visita l'audiovisivo: COLLABORAZIONI CON ARPA: Il resoconto delle attività GEV relative al controllo delle acque in un audiovisivo realizzato da Paola Bertoni e Patrizia Govoni. PRESENTAZIONE IN HTML da un file MS Power Point.

EVIDENZA: DIRETTIVA REGIONALE SERVIZIO PIENA POLIZIA E VIGILANZA_IDRAULICA 18/11/1997.htm

Roma, 22 Marzo 2005: Giornata mondiale dell'acqua indetta dall'Organizzazione mondiale della sanita'. Circa 1,4 miliardi di persone non ha acqua potabile a sufficienza, 1 miliardo beve acqua non sicura, 3,4 milioni muoiono ogni anno per malattie trasmesse dall'acqua. L'Organizzazione Mondiale della Sanita' ha stabilito la soglia minima del fabbisogno idrico per persona in 1700 metri cubi di acqua all'anno (per usi idropotabili, irrigui, industriali, energetici). E' cosi' impossibile avere acqua potabile'? Vediamo.

Il 71% del globo terrestre e' ricoperto di acqua. Sembrerebbe sufficiente per evitare carenze, conflitti ed epidemie. Purtroppo le acque dolci rappresentano solo il 2% dell'acqua disponibile mentre il restante 98% e' acqua salata. Di quel 2% l'acqua utilizzabile e' solo l'1%, perche' il resto sta nei ghiacci polari (75%) o nel sottosuolo (24%), ed e' mal distribuita e mal utilizzata. Se per le esigenze di vita bastano 2,5 litri al giorno, in realta' nel nostro Paese ne consumiamo ben 215. Vediamo la ripartizione.

1. Il 23% per pulizie personali (bagno, doccia, denti e mani);
2. il 14% per lavaggio (vestiti, biancheria, piatti e pentole);
3. il 13% per usi di cucina (cottura, verdura, frutta);
4. il 28% negli sciacquoni di gabinetto;
5. il 14% nelle annaffiature;
6. l'8% in perdite di impianti.

Siamo quindi responsabili del cattivo uso di una risorsa indispensabile? In parte si', ma il nostro apporto al consumo e' minimale. La Fao ha calcolato che su 5000 chilometri cubi di acqua consumati nel mondo, circa 3.500 vanno all'agricoltura, 1.000 circa all'industria e circa 200 agli usi civili. Dunque il maggior consumo e' quello agricolo e in questo settore si dovrebbero sfruttare sistemi di irrigazione piu' razionali. C'e' poi l'acqua salata che potrebbe essere utilizzata con opportune tecniche di desalinizzazione che potrebbero essere sviluppate per l'abbattimento dei costi. Certo e' che fa impressione pensare che ogni volta che giriamo la leva dello sciacquone buttiamo via circa 10 litri di acqua potabile.

IL TEMA
Clima e Povertà 2003: anno internazionale dell’acqua


Una stilla d’acqua evapora dal Mediterraneo e cade come goccia di pioggia nei Balcani. In Amazzonia ogni secondo scompare una superficie di foresta grande quanto un campo di calcio e il clima impazzito sommerge di alluvioni metà Europa. Fenomeni positivi ed eventi catastrofici. Tutti strettamente collegati e rappresentazioni evidenti di come sia delicato, complesso e articolato il ciclo di quella fonte di vita insostituibile che è l’acqua. Una risorsa che diventa ogni giorno più rara non per una oggettiva scarsità, ma a causa della rovinosa gestione umana. Mentre un miliardo e seicentottanta milioni di persone nel mondo, su un totale di quasi 6 miliardi, non dispone di acqua potabile, nei Paesi “ricchi” usiamo acqua pura per tirare lo sciacquone del water. E in particolare nel Sud del mondo, il territorio viene disseminato di immense opere di ingegneria idraulica che riempiono le tasche delle grandi multinazionali dell’acqua ma svuotano le vite di milioni di persone e sconvolgono in modo irreparabile il territorio e gli equilibri ambientali.
Grandi contrasti globali, che arrivano fin dentro le nostre case. Rubinetti a secco e piogge incessanti, acquedotti colabrodo e sprechi quotidiani sono argomenti ricorrenti sulle prime pagine dei giornali e disegnano la fotografia di un paese ricco d’acqua, ma solo in teoria.
Questo il panorama generale, queste le ragioni per cui Legambientel’Onu ha proclamato il 2003 “anno internazionale dell’acqua” - legando al tema delle risorse idriche le azioni necessarie per fronteggiare il Clima e la Povertà. Niente, infatti, riesce a rappresentare meglio del ciclo dell’acqua, dalla siccità che provoca carestie e malattie, alle sconvolgenti alluvioni che distruggono i territori, il cerchio crudele che unisce i mutamenti climatici e il degrado ambientale alla povertà e al disagio sociale.

 
 


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