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I Notiziari e le news del CPGEV in pdf, il Gufo "Nuova Serie":

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il Gufo n 2: 07-2004
il Gufo n 1: 02-2004

il Gufo n 3: 08-2003

il Gufo n 2: 06-2003
il Gufo n 1: 03-2003
il Gufo n 5: 12-2002

I responsabili delle zone e dei gruppi di lavoro sono invitati a produrre o raccogliere informazioni e articoli per il Gufo. Il materiale va' inviato al Direttore de "il Gufo" Mauro Maggiorani tel. 348-1407739. Coordinatori della redazione: Massimo Brini ed Elisabetta Bongiovanni
e-mail: il_gufo@gev.bologna.it ; magma63@yahoo.it

  • Ogni attività in programma, compreso le cene, va' comunicata a Gabriele Gatti che divulgherà la notizia nella maniera più opportuna

link della settimana: Medici senza frontiere - Emergency - Greenpeace - Legambiente - WWF - E-gazette

Notizie in evidenza:

Non voglio dimosrare niente, voglio 
mostrare. Federico Fellini

Non si ferma la raccolta di firme contro gli abusi ed il condono edilizio!

APPELLO: SALVIAMO IL PATRIMONIO DELLA NOSTRA ITALIA
a cura di Communitas 2002
IO

Con una serie di leggi, decreti e altri artifici lo Stato sta preparando il terreno per divorare se stesso svendendo il nostro patrimonio pubblico.
Dopo la patrimonio spa la infrastrutture spa la scip - che ha permesso di vendere immobili di interesse pubblico con procedura d’urgenza – è diventato codice il silenzio assenso.
La necessità di fare cassa mette in pericolo il nostro patrimonio artistico storico culturale e ambientale se, nel ridottissimo tempo di tre soli mesi, le Soprintendenze non riusciranno a indicare per ogni bene il perché non è vendibile e a comunicarlo al Ministero.
Se questo non avverrà, lo Stato considererà il silenzio un assenso tacito alla vendita di qualunque bene non risulti espressamente salvaguardato dalle soprintendenze.
Ma sappiamo tutti in quale situazione si verranno a trovare le soprintendenze di fronte a un carico di lavoro così enorme e a tempi tanto ridotti.
Il patrimonio culturale italiano è diffuso capillarmente sul territorio e anche i “beni minori” sono ricchi della storia e della cultura che ci appartiene come popolo.
La distinzione tra beni “maggiori” e “minori” mina le basi della nostra tradizione e della nostra cultura.
La politica di decentramento che ha riportato opere anche molto importanti (come i Bronzi di Riace) nel luogo d’origine per creare una rete diffusa di fruibilità rischia seriamente con questa legge di trasformarsi in serio pericolo per un patrimonio che si intendeva destinato ad arricchire il nostro territorio e che non si intendeva certo sottrarre alla salvaguardia dello Stato e alla sua messa in valore per tutti i cittadini.
Ma il pericolo riguarda tutto il nostro patrimonio, dai palazzi storici a intere isole, parchi, coste che potranno essere oggetto di speculazioni private. Cosa rimarrà ai nostri figli? Sicuramente non avranno più tutto quello che ci è stato tramandato e a cui avrebbero pieno diritto. Avranno in eredità invece una serie infinita di danni che rischiano con questa legge di essere irreparabili.



Sempre la pace

 
 


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