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Notiziari e le news del CPGEV in pdf, il Gufo "Nuova Serie":
L'ultimo! il Gufo Nuovo n.2 Dic. 2009
il Gufo n.1 - 2009
il GUFO Dicembre 2008
il Gufo n. 1 2008
"il Gufo" di Dicembre 2007
"il Gufo" di Ottobre 2007
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Il Gufo di Luglio-Agosto '06
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Gufo Maggio 2005
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Gufo n. 4 Dicembre 2004
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Gufo n. 3 Ottobre 2004
il
Gufo n 2: 07-2004
il Gufo n 1: 02-2004
il Gufo n 3: 08-2003
il
Gufo n 2: 06-2003
il Gufo n 1:
03-2003
il Gufo n 5: 12-2002
I responsabili delle
zone e dei gruppi di lavoro sono invitati a produrre o raccogliere
informazioni e articoli per il Gufo. Il materiale va' inviato al
Direttore de "il Gufo" Mauro Maggiorani
tel. 348-1407739. Coordinatori della redazione: Massimo Brini ed Elisabetta Bongiovanni
e-mail: il_gufo@gev.bologna.it ; magma63@yahoo.it
- Ogni attività
in programma, compreso le cene, va' comunicata a Gabriele
Gatti che divulgherà la notizia nella maniera più
opportuna
link della settimana:
Medici senza frontiere
-
Emergency - Greenpeace
- Legambiente
- WWF
- E-gazette
Notizie
in evidenza:

| Non si ferma la raccolta
di firme contro gli abusi ed il condono edilizio! |
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APPELLO: SALVIAMO IL PATRIMONIO DELLA
NOSTRA ITALIA
a cura di Communitas 2002IO
Con una
serie di leggi, decreti e altri artifici lo Stato sta preparando
il terreno per divorare se stesso svendendo il nostro patrimonio
pubblico.
Dopo la patrimonio spa la infrastrutture spa la scip - che ha permesso
di vendere immobili di interesse pubblico con procedura d’urgenza
– è diventato codice il silenzio assenso.
La necessità di fare cassa mette in pericolo il nostro patrimonio
artistico storico culturale e ambientale se, nel ridottissimo tempo
di tre soli mesi, le Soprintendenze non riusciranno a indicare per
ogni bene il perché non è vendibile e a comunicarlo
al Ministero.
Se questo non avverrà, lo Stato considererà il silenzio
un assenso tacito alla vendita di qualunque bene non risulti espressamente
salvaguardato dalle soprintendenze.
Ma sappiamo tutti in quale situazione si verranno a trovare le soprintendenze
di fronte a un carico di lavoro così enorme e a tempi tanto
ridotti.
Il patrimonio culturale italiano è diffuso capillarmente
sul territorio e anche i “beni minori” sono ricchi della
storia e della cultura che ci appartiene come popolo.
La distinzione tra beni “maggiori” e “minori”
mina le basi della nostra tradizione e della nostra cultura.
La politica di decentramento che ha riportato opere anche molto
importanti (come i Bronzi di Riace) nel luogo d’origine per
creare una rete diffusa di fruibilità rischia seriamente
con questa legge di trasformarsi in serio pericolo per un patrimonio
che si intendeva destinato ad arricchire il nostro territorio e
che non si intendeva certo sottrarre alla salvaguardia dello Stato
e alla sua messa in valore per tutti i cittadini.
Ma il pericolo riguarda tutto il nostro patrimonio, dai palazzi
storici a intere isole, parchi, coste che potranno essere oggetto
di speculazioni private. Cosa rimarrà ai nostri figli? Sicuramente
non avranno più tutto quello che ci è stato tramandato
e a cui avrebbero pieno diritto. Avranno in eredità invece
una serie infinita di danni che rischiano con questa legge di essere
irreparabili.
Sempre la pace  |