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  Perchè
COSTA RICA PERCHE'

Costa Rica, perché?

Sono oltre dieci anni che, ogni anno, gruppi di GEV dell’Emilia-Romagna si recano in Parchi Naturali del Costa Rica per prestare un periodo di lavoro volontario. Una attività iniziata da Dario Sonetti, gev di Modena e professore universitario di biologia. Dall’inizio dell’esperienza il rapporto con il mondo “Costa Rica” si è andato sempre più intensificando, ha coinvolto un numero sempre crescente di volontari soprattutto gev, di Modena, di Bologna, di Forlì, di Parma e negli ultimi anni anche di altre regioni.
Diversi amici, quando parlo del Costa Rica e del rapporto delle GEV con quel paese tanto lontano, mi chiedono: ma perché proprio il Costa Rica e non la Tanzania, il Tibet, l’Alaska, il Brasile, il Laos o Cuba?
Per quanto, come per ogni evento, ci sia stato anche un fattore di relativa casualità, esistono anche una serie di interessanti ragioni oggettive che motivano la scelta iniziale e la continuazione di questo rapporto:
• Il Costa Rica è uno dei paesi al mondo con più elevata biodiversità, fattore favorito dalla collocazione geografica, al centro della strozzatura che caratterizza la forma a doppio imbuto tra le due Americhe che prima di avere l’attuale fisionomia sono rimaste per un lunghissimo periodo tra loro scollegate. 205 specie di mammiferi, 846 di uccelli, 160 di anfibi, 218 di rettili e 1015 specie di pesci d’acqua dolce e marina... 10.000 specie di pianti vegetali. Non è un caso che lì sia stato girato gran parte del film “Giurassik Park”.
• Il Costa Rica ha un sistema di Aree Protette che tra Parchi Nazionali Statali, Riserve Biologiche e Parchi Naturalistici Privati supera il 22% del suo territorio. La Costa Rica e' il paese con maggior superficie protetta del mondo. Attualmente il Servizio dei Parchi Nazionali controlla e cura il mantenimento di 25 parchi nazionali, 9 riserve biologiche, ed un'area dichiarata di interesse nazionale. Inoltre la Direzione Forestale risponde di 26 zone protette, 9 riserve, 7 rifugi nazionali ed un bosco apparteneti allo stato.
• Dal 1992 la “Costa Rica”, grazie alle sue iniziative nel campo della conservazione delle risorse naturali, è sede mondiale del Consiglio della Terra (organismo ONU).
• Nella Capitale San Josè e ad Heredia (città residenziale a circa 20 Km) hanno sede importanti Università Nazionali (statali, cattoliche o private) e di altri paesi, Canada e Stati Uniti, tutte orientate allo studio delle discipline legate alla conservazione della biodiversità, della vita “silvestre”, all’analisi dei mutamenti climatici… ecc.
• La Costa Rica, con la nuova Costituzione del 1949, ha abolito l’esercito e Voi capite bene quale significato assume un fatto come questo nel contesto di guerra che oggi il mondo sta vivendo.
• I Governi che si sono succeduti negli ultimi 15 anni, chi più e chi meno, hanno assunto l’ambiente come paradigma del loro sviluppo economico. La cultura della “conservazione”, della “natureleza” e dello “sviluppo sostenibile”, pur tra molte contraddizioni, ha contaminato vasti settori della popolazione ed in particolare i giovani.
• In Costa Rica esiste (a differenza dei paesi limitrofi) un vasto movimento di volontariato locale che collabora con i parchi e per la tutela della qualità ambientale. In particolare i “COVIRENAS” che sono una specie di GEV, istituiti con un apposito decreto governativo. Nello stesso tempo è sensibilmente cresciuta la presenza di “volontari internazionali” per aiutare il consolidamento e la gestione dei parchi naturali. Canadesi, svedesi, olandesi, spagnoli ed italiani sono i più presenti nei tabulati di PROVCA (associazione costaricense “PROgrama Voluntarios para la Conservacion del Ambiente” ).
Fin qui una parte delle ragioni oggettive, ma poi ci sono le ragioni soggettive o meglio le “motivazioni” che ti crescono dentro durante una esperienza di lavoro “ambientale” immerso in un “bosque tropical” o circondato da una “vita silvestre” reale, palpabile con rumori e odori sconosciuti e indimenticabili.
Capiamoci! Il Costa Rica non è il paradiso terrestre, come ho già detto ha mille problemi e contraddizioni: forti disuguaglianze sociali, vaste aree di povertà, inquinamento atmosferico da veicoli a San Jose e nelle città pii grandi, problemi di distribuzione di acqua potabile, eccesso di antiparassitari nelle piantagioni di banane... ecc. ma la popolazione è orgogliosa di essere costaricense, sa di vivere nel paese dei “Parchi Naturali” ed in gran parte è dedita a comportamenti “virtuosi” come la separazione dei rifiuti ed il riutilizzo delle “materie seconde”.
L’impegno per un’ambiente più sano non ha confini, anzi passa obbligatoriamente per il sostegno alla conservazione della biodiversità e delle foreste nei paesi in cui ancora ci sono e dove l’economia locale non consente di garantirne la sopravvivenza.
Il nostro impegno per la tutela ambientale si esplica come GEV nella nostra Provincia, ma è sicuramente utile che si estenda anche attraverso momenti di cooperazione e volontariato internazionale nei paesi che ne richiederanno l’intervento: oggi in Costa Rica ma domani potrebbero maturare le condizioni per esportare questa esperienza anche in Guatemala o in Brasile, in Equador o a Cuba, in Tanzania o nel Laos. Mi sento quindi di consigliare alle GEV come a tutti gli ambientalisti che ne abbiano il tempo e la possibilità di lasciarsi tentare da questa esperienza di solidarietà e di vita. A tal proposito stiamo pensando di organizzare due viaggi in Costa Rica nei prossimi mesi: uno per Natale 2003 ed uno (quello tradizionale) tra Febbraio e Marzo 2004. Se sei interessato/a rivolgiti in sede o compila al più presto questo modulo.pdf . Occorre prenotare il volo con notevole anticipo soprattutto nell’eventualità di partire nel periodo natalizio.

 
 


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